Flabbergasted Review (ITA) → Renault Talisman Sporteur


 

 

Sono appena tornato da Parigi. Stavolta per ragioni interamente personali.

Nulla di cui mi voglia vantare, sia chiaro, volo low cost da 50 €, va la’. Nonostante si trattasse, come detto, di ragioni personali c’è stato un “catch”, una precisazione. C’è appunto da fare qua. E’ che la gente normale va a Parigi e va a vedere la torre Eiffel, la cattedrale di Notre-Dame, Montmartre, oppure si trova qui per la settimana della moda o per l’arco di Trionfo. Ma io non sono normale. Appartengo a una specie protetta, un esemplare di umano diverso dagli altri: sono un maniaco di automobili.

Appena atterro, qualunque sia l’aeroporto e ovunque io sia, la prima cosa che noto sono le auto. I taxi, le navette, la gente comune. Cosa guidano, in che condizioni sono le vetture e di quale anno. E’ un bug. Una sorta di ossessione, per la verità molto piacevole, che mi ha portato visitare la Torre Eiffel solo una volta in cinque visite a Parigi, mentre ho invece visitato quattro volte l’Atelier Renault sugli Champs-Élysées. Il weekend a Parigi me lo sono regalato (in ritardo, sono nato in Agosto) per il mio compleanno mentre la Talisman, quella in puntuale, è stato un bel regalo arrivato da Renault.

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Torniamo un attimo a Parigi, all’Atelier. Situato al civico 53 dell’avenue più famosa di Parigi (e tra le più note al mondo), l’Atelier Renault è un concept space (come dicono quelli bravi), dove il marchio originario di ‎Boulogne-Billancourt viene esposto, ammirato, decorato, servito su un piatto d’argento. Non è una concessionaria né un’autosalone. Potete comprare dei gadget ma non è per quel motivo che si trova lì: è un’esperienza. E quelli come me, quelli che si svegliano alle 3 di notte per guardarsi un GP di Formula 1 in diretta, ci vanno a nozze. Mi piace molto il brand Renault e non so perché. Non so se sia per via della livrea gialla che utilizzano in F1 o perché appartengo a una generazione cresciuta a pane e Renault 5.

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L’astronave che vedete in foto, recuperata da Milano puntuale nel giorno del mio compleanno, mi ha accompagnato durante questa caldissima estate ed è stata una degna (e spaziosa) compagnia di calura. Quella che vedete è una Renault Talisman Sporteur, la versione station wagon della super-berlina della casa francese. La Talisman (che curiosamente viene venduta in Corea del Sud con l’appellativo “Samsung”) ha una stretta parentela con la Espace ma, di fatto, sostituisce la Laguna piazzandosi nel super affollato Segmento D, quello delle berline di dimensioni medio-grandi. Nonostante le dimensioni e le stazza, la Talisman sta in strada come se non fosse lunga 4 metri e 87 una tonnellata e mezzo di peso. E’ un’astronave agile e slanciata. E’ come un Concorde che vi permette di decollare, virare e atterrare e che si adatta al vostro stile di guida grazie alle cinque modalità selezionabili. Si inizia dall’immancabile ECO, l’auto si assopisce, diventa quieta, e tutto, dalla risposta alla pressione dell’acceleratore all’erogazione della potenza, lavora in funzione della massima efficienza, accompagnata e sottolineata dalla luce verde che illumina abitacolo e cruscotto. Si passa alla modalità “standard”, quella sportiva (ovviamente di colore rosso), quella comfort in cui si attivano automaticamente i sedili massaggianti, fino ad arrivare alla mia preferita (eh già) la modalità personalizzata. In modalità personalizzata (cruscotto e abitacolo si illuminano di porpora), è possibile “customizzare” tutto, dal suono del motore alla risposta dell’acceleratore.

 

Quel che sorprende maggiormente della Talisman è la facilità con cui si guida. Auto del genere sono generalmente efficaci in autostrada ma diventano goffe in città, dove le dimensioni generose si accordano poco con l’ampiezza delle nostre strade e vicoletti in città. Questo non capita con la Talisman. Nemmeno nelle strettissime strade tra Santa Margherita Ligure e Portofino. Nemmeno nei vicoli di Firenze. Be’ certo, i sensori di parcheggio e distanza (coadiuvati dalle telecamere) aiutano, ma la Talisman non è più difficile da gestire o parcheggiare di quanto possa esserlo qualunque cosa dalla Clio in su.

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Al di là delle preferenze e i gusti sull’aspetto estetico, e delle minime differenze di dimensioni (3 cm di altezza in più rispetto alla versione berlina) la Sporteur offre l’inevitabile vantaggio di una maggiore capacità nel bagagliaio dove fondamentalmente è possibile infilarci qualunque cosa incluso biciclette e, come dovreste essere in grado di verificare guardado il video qua sotto ↓, anche dei Border Collie.

Dal display in stile tablet è possibile gestire qualunque cosa dall’infotainment al navi al tipo di massaggio per i sedili. Passando per il sistema di parcheggio automatico che vi permette di selezionare il tipo di manovra da effettuare (parallelo, “lisca di pesce”, etc…) e se spostarvi in retromarcia o in D.

Le informazioni fondamentali (velocità attuale, cartelli stradali importanti, eventuale direzione del navi e distanza dall’auto che precede) vengono riportate sull’head-up display.

Oltre a questo, la Talisman che ho guidato era equipaggiata con uno dei cruise control adattivi più efficaci che abbia testato negli ultimi mesi. E’ in grado di stabilizzare la velocità, sempre mantenendo la distanza di sicurezza, frenando o accelerando in base al comportamento dell’auto che precede ed è soprattutto in grado di frenare bruscamente e con efficienza se l’auto davanti dovesse per qualunque motivo inchiodare. Molto ben realizzato.

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Come da tradizione in quest’epoca di downsizing, la Talisman Sporteur è disponibile solamente con motorizzazioni 1,6 litri per un totale 5 varianti; due benzina da 150 e 200 cavalli e tre diesel da 110, 131 e 160 cavalli, a loro volta abbinabili a un cambio manuale a 6 marce e robotizzato a doppia frizione a 6 o 7 marce e i prezzi per il mercato italiano partono da 31.050 euro.

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Passano gli anni, passano i dieselgate e arrivano le nuove idee per la mobilità ma (fortunatamente) le auto si vendono ancora grazie con le emozioni oltre che con la razionalità. La Talisman non è esente da difetti, la visibilità non è un granché e il cambio a volte è un po’ troppo esitante, ma al netto di questo e considerando un prezzo di partenza che per quel che offre è contenuto, dotazione più che buona e spazio infinito (sia nell’abitacolo che nel baule), il vero motivo per cui l’ho apprezzata sta, appunto, nella parte emotiva.

Quasi cinque metri di perlacea e Gallica personalità.


Milano – Portofino – Santa Margherita Ligure – Firenze → Agosto – Settembre 2017

foto, testi & video → Ale Renesis

grazie a @Renault_Italia

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